Neve - spiegazione nel dizionario PalmerProject-sci- e snowboard
La neve finissima e leggera si chiama nevischio. La neve mista a pioggia e parzialmente fusa, con tracce di cristallizzazione, è detta invece acquaneve. I piccoli granelli di ghiaccio bianco (non trasparente come la grandine) si chiamano neve tonda o semplicemente "neve granulare". Quando i granelli hanno un nucleo opaco di cristalli di neve, circondato da uno strato trasparente di ghiaccio, si chiamano gragnola. Una leggera caduta di neve si chiama "imbiancata", mentre una tempesta di neve intensa si chiama "tormenta" o "bufera" (se accompagnata da forte vento). Il vento forte misto a neve, tipico dell'Antartide (che a volte supera i 200 km/h), si chiama blizzard. Uno "scaccianeve" non è propriamente una precipitazione ma una forte tempesta di vento che solleva la neve caduta in mulinelli simili a una vera tormenta. A seconda delle condizioni atmosferiche e della temperatura, la neve a terra può avere una consistenza molto diversa. Appena caduta, se si è sotto zero, la neve ha consistenza leggera e polverosa, mentre se si è sopra zero i fiocchi si uniscono in agglomerati più grandi, e a terra diventa molto pesante, e facilmente compattabile, la migliore per fare le palle di neve. Se nel secondo caso la temperatura scende successivamente sotto zero, cosa molto frequente in pianura, la neve ghiaccia, e prende la consistenza di polvere mista a ghiaccio, e non si può più utilizzare per costruzioni o palle di neve. Se invece nevica sotto zero, e poi la temperatura va sopra zero, cosa molto frequente in montagna, la neve diventa un po' più pesante. Successivi passaggi sopra e sotto zero generano la neve trasformata, che è molto compatta, quasi come in pista, ed è il tipo di neve che si trova a volte in primavera. Il vento invece forma una crosta, molto rigida e spessa sopra la neve polverosa, meno spessa sulla neve più molle. Talvolta si può vedere una leggera colorazione rosa a strati nella neve caduta: è la sabbia che arriva con il vento dal Sahara.